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Prestiti opere d'arte   versione testuale







I beni culturali ecclesiastici sono nati in gran parte per un preciso contesto, prevalentemente quello liturgico. La permanenza nel contesto originario è quindi tutelata in ogni modo e la loro movimentazione temporanea, per ragioni cultuali (celebrazioni o riti) e culturali (esposizioni e mostre), è soggetta pertanto ad una valutazione delle richieste che devono essere inoltrare da parte dei soggetti organizzatori all'Ufficio beni culturali; esse devono essere corredate da un progetto dettagliato dell'iniziativa che illustri gli obiettivi del programma culturale.

L'autorizzazione al prestito viene concessa dal Delegato per i beni culturali sentito il parere dei responsabili dei beni e della Soprintendenza competente. Per le mostre all'estero è necessaria anche l'autorizzazione della Pontificia Commissione per i Beni Culturali, oltre all'autorizzazione ministeriale all'espatrio.

L'Ufficio sovrintende all'iniziativa, tutela il valore storico, artistico e soprattutto religioso delle opere, e per questo può richiedere ulteriori garanzie per autorizzare il prestito.

Per ottenere i prestiti gli organizzatori devono rispondere alle seguenti condizioni:

• le richieste vanno presentate per tempo, almeno 6 mesi prima (anche un anno per opere lignee) per consentire i monitoraggi sulle condizioni del bene e i tempi richiesti dalle pratiche di prestito canoniche e ministeriali, specie per esposizioni all'estero.

• indicazione dell'Organizzatore e responsabile dell'esposizione che sottoscriverà la richiesta di prestito.

invio del progetto e delle condizioni di allestimento temporaneo. Deve pertanto essere prodotto un facility report della sede ospitante che garantisca per le opere condizioni conservative analoghe a quelle originarie o con parametri climatici ad esse vicini. In alternativa possono essere richiesti tempi di adattamento microclimatico più lunghi

• impegno al versamento di una donazione-contributo (loan fee) per ciascuna opera prestata, che verrà utilizzato dalla Diocesi nell’ambito di attività di conservazione e valorizzazione dell’opera.

accettazione del valore assicurativo da chiodo a chiodo proposto dai prestatori e delle modalità di assicurazione (non sono accettate Indemnity o Garanzia di Stato)

• impegno a concordare con l'Ufficio le modalità e la ditta incaricata alla movimentazione dell’opera. L'Ufficio può scegliere i fornitori ove quelli proposti non fossero ritenuti adeguati, specie per le movimentazioni in laguna.

• sostituzione delle opere, dal momento del ritiro in chiesa, con una copia in scala 1:1 realizzata in tela o forex al fine di garantire l’integrità del contesto per ragioni di culto e di decoro.

le opere dovranno essere seguite da uno o più accompagnatori della Curia Patriarcale, ai quali dovrà essere garantito ogni costo per la trasferta. In alternativa tutti i costi derivanti dalla trasferta dovranno essere anticipatamente versati all'Ufficio. Agli accompagnatori dovrà essere versata una diaria per le spese vive.

le opere potranno essere sottoposte ad un periodo di osservazione dopo il rientro dall'esposizione: gli organizzatori si impegnano a rispondere ad ogni eventuale riscontro di variazione rispetto al condition report di partenza.

potranno essere utilizzate le immagini a titolo gratuito solo per il catalogo dell'esposizione (per il quale l’editore dovrà effettuare regolare domanda al nostro Ufficio) del quale dovranno essere consegnate all'ufficio 3 copie oltre ad un numero di copie pari alle opere richieste in prestito.

un eventuale uso commerciale o pubblicitario delle immagini delle opere dovrà essere richiesto separatamente all'Ufficio e sarà oggetto di trattativa commerciale.

Ogni movimentazione viene valutata in ragione dei suoi obiettivi in termini di vantaggi e svantaggi sia di significato che di ricaduta per chi custodisce bene e perla conservazione e tutela del bene stesso. Le norme servono a disciplinare tali valutazioni e le successive modalità con cui viene messo in atto il prestito; per questo i richiedenti sono tenuti al loro rispetto. Per la sua costante azione di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio ecclesiastico, parte del beneficio derivante dalla movimentazione viene riconosciuto anche alla diocesi prestante.