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La Salute restaurata   versione testuale
Ricollocata la Madonna della Salute







L'icona della Madonnna della Salute è una Madonna Odigitria: la Vergine Maria regge il Bambino col braccio sinistro mentre fa il gesto di intercessione verso di lui con la mano destra. Il bambino risponde alla sua preghiera sollevando a sua volta la mano in segno di benedizione. Le ultime indagini hanno confermato la sua antichità: risale probabilmente all’epoca medioevale (XII-XIII sec.), venerata nell’isola di Candia fino al XVII secolo quando fu condotta a Venezia nel 1669 dal Capitan General Morosini e collocata sull’altare della Basilica della Salute appositamente ricostruito. L’icona veniva denominata già a Creta come “Mesopanditissa”, cioè mediatrice di pace. Dal 1670 essa è divenuta l’oggetto del culto e della venerazione di tutti i veneziani che ogni anno il 21 novembre visitano la Basilica della Salute per rinnovare il voto emesso dalla Repubblica Serenissima nel 1630. 

In questi mesi sono state condotte indagini fisiche (radiografiche, riflettografiche, fluorescenza UV) e chimiche (fluorescenza ai Raggi X, microchimiche e stratigrafiche). I risultati ottenuti avvalorano la datazione documentale e dall’esame radiografico emerge una versione più antica sottostante di cui rimane purtroppo solo la parte sinistra del volto della Madonna. L’immagine che oggi veneriamo è riconducibile alla fine del XVI. L’intervento eseguito si è incentrato sullo studio della storia conservativa con l’analisi dei materiali soprammessi durante i precedenti restauri e manutenzioni. Si è effettuato inoltre il consolidamento con l’adesione della pellicola pittorica in particolare sui numerosi frammenti di lamina d’oro in corrispondenza della parte coperta dal rivestimento metallico e prove per la rimozione a strati delle vernici. Il rivestimento metallico (risa) è composto da 30 lamine in lega di argento che nel corso dell’ultimo restauro (1960) per motivi conservativi furono schiodate dal supporto. In occasione dell’attuale restauro (2016), la pulitura ha rimosso lo sporco generico, sostanze grasse e prodotti impiegati per le passate manutenzioni, ormai concrezionati. La pulitura è stata completata con una rifinitura meccanica manuale, per attenuare l’invadenza estetica delle ossidazioni nerastre, tipiche dell’argento, e rendere omogeneo il tono cromatico delle diverse lamine, compresa quella di supporto, a tratti visibile come integrazione.

Ora l'icona appare sotto una luce nuova, data dalla luminosa bellezza recuperata della riva. Tra qualche mese l'icona sarà nuovamente rimossa per proseguire le indagini e valutare altri interventi che ora potrebbero interessare la pellicola pittorica. Ora l'icona, restituita alla devozione, è nuovamente visibile sul'altare in vista della prossima festività del 21 novembre.