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Beyond the Veil: Red Veil Paintings   versione testuale
Nella chiesa di San Lio







Beyond the Veil. Un progetto inedito realizzato durante la Biennale Internazionale d'arte 2015 ha visto l'artista Sylke von Gaza impegnata in un intervento artistico di grande qualità e dal profondo significato spirituale e liturgico. Curato da Gianmatteo Caputo, dopo aver seguito la produzione artistica di Sylke nel corso degli anni e la sua ricerca di una ispirazione autentica che attingesse alle stesse radici della grande produzione artistica veneziana, il progetto nasce dalla proposta di rivivere l'esperienza degli artisti del passato, producendo un'opera all'interno del luogo di culto e per l'uso liturgico. All'interno della chiesa di San Lio, antica chiesa veneziana nei pressi di Rialto, è nato il progetto Beyond the Veil, che, su commissione dell'Ufficio Beni Culturali del Patriarcato di Venezia, ha portato l'artista tedesca a realizzare un trittico opere per la Cappella Gussoni, dipingendo in situ durante il periodo della Biennale. I Red Veil Paintings di Sylke von Gaza si integrano perfettamente nel programma iconografico della cappella Gussoni, incentrato sul tema della Passione e del Pane eucaristico con l'altare raffigurante a rilievo la Pietà di Tullio Lombardo. Il progetto è iniziato a maggio 2015 ed è durato fino a ottobre, seguito giorno per giorno da visitatori e pellegrini direttamente in chiesa dove, nella cappella, era allestito un cantiere/atelier con l'autorizzazione della Soprintendenza Veneziana. Ogni elemento dell'opera (dalla tecnica, alla scelta dei colori liturgici stesi uno sull'altro per finire con il rosso, alla simbologia pur non formale) ha un significato profondo che cerca di riproporre in chiave contemporanea lo stesso processo creativo della grande tradizione pittorica ecclesiale, dalla committenza alla definizione del programma iconografico. Il trittico presenta due pale di colore rosso che sono idealmente unite da un piccolo paliotto/tronetto che è collocato sotto il tabernacolo posto sull'altare per far leggere in chiave eucaristica sia le opere dell'artista che il grande bassorilievo marmoreo del Lombardo. Non quindi un intervento temporaneo ma un inserimento d'arte contemporanea che ha seguito i criteri dell'adeguamento liturgico per rimanere permanentemente in chiesa.